Due anni di idrogeno per il Meucci di Carpi: il primo impianto d’europa nato da un processo innovativo.

A due anni dall’inaugurazione, l’innovativo impianto di riscaldamento a idrogeno dell’Istituto Meucci di Carpi continua a rappresentare un esempio concreto di sostenibilità ed efficienza energetica, affermandosi come un progetto pionieristico nel panorama europeo. Questo impianto, il primo nel suo genere in una scuola europea, non è solo una realizzazione tecnologica, ma soprattutto un simbolo di un percorso di innovazione che guarda al futuro della transizione energetica.

Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione tra la Provincia di Modena e Coopservice, con il supporto tecnico di AESS (Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile), utilizza idrogeno prodotto localmente tramite elettrolizzatori alimentati da un impianto fotovoltaico installato sul tetto della palestra scolastica. Questa soluzione consente di produrre calore in modo ecologico, riducendo drasticamente le emissioni di CO₂ e promuovendo l’uso di fonti rinnovabili.

Annalisa Vita, direttrice dell’area Lavori pubblici della Provincia di Modena, sottolinea che “Con questo impianto, abbiamo concretizzato un processo virtuoso di innovazione tecnologica, fortemente voluto dall’Amministrazione provinciale di Modena. Si tratta di un’iniziativa che va oltre le proposte attuali della Commissione Europea nella strategia per l’idrogeno, rappresentando una risposta concreta e reale alla transizione energetica.

Nel 2020, il progetto è stato inserito all’interno del “Servizio Energia per gli Edifici della Provincia di Modena”. Nel 2023, abbiamo acceso la caldaia, e oggi possiamo affermare di aver vinto una scommessa, grazie al coraggio e all’ambizione di chi ha sempre creduto in questa idea.

Il percorso di autorizzazione e realizzazione è stato molto complesso. i tecnici della Provincia, tuttavia, hanno saputo sfruttare al meglio le proprie competenze, portando a termine un progetto di tale portata e innovazione con una direzione lavori interamente interna.

A due anni dall’accensione dell’impianto, stiamo analizzando i dati di funzionamento e progettando già importanti step successivi per proseguire sulla strada dell’innovazione tecnologica ed energetica”.

Piergabriele Andreoli, Direttore Generale di AESS, ha sottolineato il valore, anche, strategico del progetto:

“Sottolineiamo il ruolo che ha assunto un ente pubblico, la Provincia di Modena, assistita da un’agenzia per l’energia, AESS, che hanno impostato un processo innovativo nel percorso di attuazione: un energy performance contract per la riqualificazione dell’edilizia e impiantistica pubblica, dove è stato sviluppato e innestato un progetto di innovazione altamente tecnologico. Un EPC che contiene al suo interno lo sviluppo di un impianto ad idrogeno che dimostra la fattibilità con progetti pilota che partono dal pubblico. In questo momento l’impianto di Carpi ci sta garantendo di avere con un vantaggio temporale, rispetto alle altre tipologie di installazione che arriveranno, dei dati poiché questo impianto sta funzionando in una scuola attiva e frequentata come l’Istituto Meucci “.

Durante il convegno organizzato da RENAEL, all’interno della XXI^ edizione della Settimana della Bioarchitettura e della Sostenibilità, sono stati presentati i risultati dei primi due anni di funzionamento. Tra gli aspetti più rilevanti emersi, la produzione di idrogeno risulta sovrabbondante rispetto all’utilizzo attuale, aprendo alla possibilità di ampliare il sistema di riscaldamento ad altri ambienti scolastici.

Benedetta Brighenti, Presidente di AESS e Climate Pact Ambassador della Commissione europea ha evidenziato il valore dell’innovazione per la transizione energetica:

“Progetti come quello dell’Istituto Meucci di Carpi dimostrano che l’innovazione tecnologica è alla base di una vera transizione energetica. È necessario che gli enti pubblici, insieme alle agenzie energetiche continuino a investire in progetti pilota che rappresentano modelli replicabili per il futuro, unendo sostenibilità, tecnologia e concretezza”.

L’impianto dell’Istituto Meucci dimostra che è possibile integrare tecnologie a idrogeno nelle infrastrutture pubbliche, trasformandole in modelli per altre realtà.

L’impianto

L’impianto, realizzato grazie a un investimento diretto della Provincia di Modena di 350mila euro e di altre risorse della ditta esecutrice, è progettato per riscaldare la palestra dell’istituto utilizzando una miscela composta per l’80% da gas metano e per il 20% da idrogeno verde. La percentuale di idrogeno è la massima consentita dalle normative vigenti; l’impianto è stato progettato e realizzato per un funzionare totalmente con idrogeno, prevedendo le future evoluzioni normative.

L’impianto, comprende due elettrolizzatori, un compressore e diversi quadri elettrici, un serbatoio d’accumulo dell’idrogeno, una porzione dedicata al punto di consegna del metano con apparecchi per misurazione e miscelazione, e una caldaia e i gruppi di pompaggio del fluido termovettore.

I due elettrolizzatori producono circa otto chilogrammi di idrogeno al giorno, in grado di alimentare in continuo la miscelazione con il metano ed è già dimensionato per sostenere il crescente contributo energetico dell’idrogeno. Con questo intervento e altri 20 interventi realizzati dalla Provincia di Modena nell’ambito del Servizio Energia, ogni anno si riducono di 717 tonnellate le emissioni di CO2 in atmosfera, equivalenti a quanto assorbito da 145 ettari di bosco.

Si ringrazia Fabio Rossi e l’Ufficio Stampa della Provincia di Modena per la collaborazione